| SOLIS STRING QUARTET – R.Evolution |
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È bene ricordarlo: quasi vent’anni fa, quando il Solis String Quartet ha cominciato il suo percorso musicale, affidare a un quartetto d’archi il nucleo di una canzone era tutt’altro che consueto. Fu anche l’estro di Vincenzo, Luigi, Gerardo e Antonio a cambiare una situazione in cui la presenza di strumenti “classici”, soprattutto dal vivo, sembrava quasi sgradita per un certo tipo di canzoni.
R.Evolution testimonia quanto i tempi si siano, appunto, evoluti e per certi versi rivoltati. Innanzi tutto racconta la poesia e la capacità impressionistica di una formazione che si è spesso prodigata per gli altri senza perdere mai, in ogni caso, una cifra espressiva potentemente personale. Lo fa con sedici brani che sono anche sedici momenti cruciali della storia recente della musica d’autore italiana,
Dalle pulsazioni di Penso positivo, una festa di ritmi e colori che non a caso apre il tragitto (giusto riconoscimento, senza smancerie eccessive, all’amico Lorenzo Jovanotti), passando attraverso le vibranti Cinque giorni (Michele Zarrillo) Mentre tutto scorre (Negramaro) e Pioggia d’aprile (Carmen Consoli), l’incanto ironico di Gli impermeabili (Daniele Silvestri), il riscatto disperato di Sally (Fiorella Mannoia), l’aspirazione alla tolleranza di Mio fratello che guardi il mondo (Ivano Fossati), il lato aspro dell’oggi di Shock In My Town (Franco Battiato) e quello tormentato di Prima di partire per un lungo viaggio (Gaetano Curreri): una strada che reinventa gli originali, senza tradirli ma fornendo, semplicemente, un’altra visuale, una prospettiva differente del medesimo paesaggio.
È infatti questa l’altra, notevole caratteristica dell’album: far risuonare titoli così famosi e sentiti già tante volte come se fossero del tutto nuovi. Registrati su è giù per l’Italia, con la complicità assoluta di ogni artista coinvolto, pronto a prestare la voce in maniera particolarmente ispirata, spalancano mondi inediti: pittorici, impressionistici, costruiti appositamente per ciascuna partitura.
Inarrivabile, la duttilità dei quattro: frenetici in Per colpa di chi (Zucchero), straniti per Cantautore (Edoardo Bennato), cameristici nella splendida resa de I maschi di Gianna Nannini, ticchettanti nel Battito animale di Raf, immersi nel folk per una Samarcanda (Vecchioni) cantata in spagnolo e quasi drammatici, su una Hanno ucciso l’uomo ragno meno spensierata del solito. C’è poi l’unico momento completamente in proprio, Viaggiare: senza parole e con le sue fluttuazioni, spiega bene i tanti momenti che hanno costruito R.Evolution. Non un traguardo, e nemmeno un punto di partenza. Piuttosto, una tappa di un’avventura che continua, senza soste né ansie particolari e con ottimo gusto.
Il Solis String Quartet sono: Vincenzo Di Donna - violino Luigi De Maio - violino Gerardo Morrone - viola Antonio Di Francia - violencello
Scaletta e ospiti
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