Musica Jazz - Casa del Jazz - Fondazione Musica per Roma
presentano
“TOP JAZZ 2009“
Serata di premiazione dei vincitori della 27a edizione del referendum della critica jazz italiana
Presentano Luca Conti e Luciano Linzi
LUNEDI 18 GENNAIO SALA SINOPOLI ORE 21
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
Con
Luca Aquino, Francesco Bearzatti; Dino Betti Van Der Noot, Fabrizio Bosso, Paolino Dalla Porta, Maria Pia De Vito, Roberto Gatto, Dado Moroni, Enrico Rava, Antonello Salis
L’Auditorium Parco della Musica, divenuto ormai punto di riferimento e laboratorio di sperimentazione del jazz italiano ospita la cerimonia di premiazione del Top Jazz, il più prestigioso referendum italiano indetto dalla rivista Musica Jazz, giunto al suo ventisettesimo anno di vita.
La Fondazione Musica per Roma è particolarmente lieta di ospitare questo nutrito gruppo di artisti, dal momento che la maggior parte dei vincitori di questa edizione si è esibita all’Auditorium nel corso degli anni, o ha ricevuto una Carta Bianca nel corso della programmazione (Enrico Rava, Gianluca Petrella) o ha pubblicato un disco con la Parco della Musica Records (Bearzatti, Bosso, Dalla Porta, De Vito, Salis). I musicisti si esibiranno in formazioni inedite, concepite per l’occasione.
Un nutrito pool di critici, sessanta tra giornalisti e esperti del settore, hanno espresso anche quest’anno le loro preferenze sui migliori dischi e musicisti jazz. Così una premiazione si trasformerà in un grande evento jazz nel quale saranno assegnati i premi ai musicisti più votati. Nell’arco della serata infatti si esibiranno i vincitori delle varie categorie, un grande evento che mostrerà lo stato dell’arte del jazz italiano oggi riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
Per il miglior disco del 2008 il premio Arrigo Polillo è andato ex aequo a «Stunt» del duo Fabrizio Bosso - Antonello Salis, disco della Parco della Musica Records, e a «New York Days» di Enrico Rava; A Enrico Rava è andato (e non per la prima volta) anche un altro dei riconoscimenti più prestigiosi: il premio Pino Candini, legato alla votazione per il musicista dell’anno, superando, nell’ordine, Gianluca Petrella, Stefano Bollani e il vincitore dell’anno scorso, Franco D’Andrea. A sua volta Gianluca Petrella, che come jazzista dell’anno si era affermato dodici mesi prima, stavolta ha potuto rifarsi come leader della miglior formazione, la Cosmic Band, che è prevalsa sulla Lydian Sound Orchestra di Riccardo Brazzale e sulla Unknown Rebel Band di Giovanni Guidi. Per la panoramica visione che offre su tutto il jazz italiano è importante anche la serie di categorie in cui si dividono i musicisti. In quella dei compositori e arrangiatori ha vinto, riscuotendo il massimo stagionale dei punti voto, Dino Betti van der Noot, per la categoria ottoni il trombettista Fabrizio Bosso; tra le ance il sassofonista Francesco Bearzatti; per tastiere e chitarra il pianista Dado Moroni; per gli artisti della sezione ritmica il batterista Roberto Gatto (alla serata parteciperà anche Paolino dalla Porta, primo contrabbassista classificato nella stessa sezione); e nella «miscellanea » la cantante Maria Pia De Vito, unico caso quest’anno di un vincitore del 2008 riconfermato. Infine, per quanto riguarda il nuovo talento nazionale, nel libro d’oro si iscrive Luca Aquino, trombettista di Benevento, che era stato secondo l’anno scorso (posto d’onore passato quest’anno al sassofonista Daniele Tittarelli).
Biglietto unico 5 euro
Fondazione Musica per Roma, MGM Produzioni Musicali, Pannonica e Verdeearancio
YOUNG JAZZ IS BACK IN TOWN
doppio concerto
THE UNKNOWN REBEL BAND
Fulvio Sigurtà Tromba, flicorno; Mirko Rubegni Tromba, flicorno; Daniele Tittarelli Sax Alto; Dan Kinzelman Sax Tenore e arrangiamenti; David Brutti Sax Basso; Mauro Ottolini Trombone, Tuba; Giovanni Guidi Pianoforte e direzione; Giovanni Maier Contrabbasso; Joao Lobo Batteria; Michele Rabbia Percussioni
_
THE COSMIC BAND
Gianluca Petrella – direzione, trombone; Beppe Scardino – sax baritono; Francesco Bigoni – sax tenore; Mirko Rubegni – tromba; Giovanni Guidi – pianoforte; Gabrio Baldacci – chitarra; Alfonso Santimone – fender rhodes electric piano, synth, laptop; Francesco Ponticelli – basso; Federico Scettri – batteria; Simone Padovani – percussioni
DOMENICA 17 GENNAIO SALA SANTA CECILIA ORE 21
Una doppia serata speciale dedicata a due gruppi di giovani talenti del jazz italiano, che festeggiano insieme i numerosi riconoscimenti ottenuti nell’ultimo Top Jazz. Due formazioni nuove che si stanno affermando a livello internazionale, che fanno della libertà, della creatività e del gusto della sfida la loro principale prerogativa, si alterneranno sul palco della prestigiosa Sala Santa Cecilia: Giovanni Guidi e la Unknow Rebel Band, Gianluca Petrella e la Cosmic Band.
Ormai lo sanno tutti, lo scrivono le principali riviste di jazz internazionali, lo riconoscono i musicisti di tutto il mondo: in questi ultimi anni in Italia si è verificato un vero e proprio miracolo per quanto riguarda il jazz. Sono spuntati dappertutto, dal nord al sud, solisti straordinari in grado di parlare ad altissimi livelli il linguaggio di questa musica. Giovani, a volte adolescenti, dotati di tecnica efficientissima, di conoscenza della tradizione, di grande fantasia e di passione. Dal bop all'avanguardia, non c'è area che non sia stata occupata da una schiera di nuovi musicisti. Fino a qualche anno fa erano molto rari però, a fronte di improvvisatori eccezionali, progetti e situazioni interessanti e originali che stimolassero in modo determinante la loro creatività.
Ultimamente anche questa lacuna è stata colmata. Sono ormai numerosi i gruppi con una cifra stilistica personale che cercano, con determinazione, una strada che li porti in nuovi territori. Le due formazioni di questa sera ne sono la dimostrazione più eloquente.
La Unknown Rebel Band nasce da un'idea di Giovanni Guidi e si ispira in modo dichiarato sia ideologicamente che musicalmente al lavoro di Charlie Haden con la sua prima Liberation Orchestra. Però la simulitudine è solo nelle intenzioni iniziali perchè poi la musica si sviluppa in modo assolutamente autonomo, grazie alle bellissime composizioni di Guidi, arricchite dagli arrangiamenti di Dan Kinzelmann. Ho avuto modo di ascoltare questo gruppo sia su cd che dal vivo e ne sono stato conquistato. Grande energia, splendidi assoli, sempre all'interno di una logica drammaturgica che fa dell'insieme di questi brani una piccola ma affascinante suite. Mi fa particolarmente piacere che sia Giovanni Guidi (ormai complice delle mie avventure musicali) a guidare questa band, perchè lo conosco da quando era bambino e l'ho visto crescere con questa passione quasi maniacale per la musica, l'ho visto migliorare giorno per giorno fino a diventare uno dei musicisti italiani più interessanti. Ma tutti i partecipanti a quest'impresa meriterebbero la menzione d'onore. Dalla sezione ritmica attenta, ineccepibile e piena di invenzioni e di swing, ai fiati eccellenti nel gioco d'insieme ed eccellenti come solisti.
In quanto a Gianluca Petrella, lo ripeto un'ennesima volta, si tratta di uno dei più bei regali che il jazz italiano ci abbia fatto in tutta la sua storia. Trombonista unico, uno dei più grandi al mondo (come tra l'altro risulta dagli ultimi referendum del Down Beat, la bibbia americana del jazz), con una conoscenza di questa musica a 360 gradi, dotato di una tecnica fuori del comune che però non incombe, come quasi sempre succede con i cosidetti " virtuosi dello strumento". Compositore originalissimo e leader visionario oltrechè sideman indispensabile ( ne so qualcosa io). ha ideato già da più di un paio d'anni questa Cosmic Band che, come il nome suggerisce, è un omaggio al grande Sun Ra, musicista imprescindibile ma purtroppo non ricordato come meriterebbe. Anche qui l'idea di Sun Ra serve solo a dar fuoco alle polveri, perchè dopo un attimo la musica esplode e incomincia a raccontare una storia che è quella, e solo quella, di Gianluca Petrella, pur incorporando frammenti di memoria di Monk o di Ellington mescolati con elettronica e improvvisazione radicale.
Coadiuvato da musicisti bravissimi sintonizzati esattamente sulla sua lunghezza d'onda, Petrella è riuscito a mettere insieme una band che è sicuramente una delle cose più vive ed eccitanti che oggi si possano ascoltare.
Enrico Rava
“Unknown rebel” è un percorso, una suite sulla libertà, su tutte le libertà. Quella delle grandi rivoluzioni a cui presero parte migliaia di uomini, ribelli sconosciuti; volti senza carta d’identità. Perché dietro ai grandi nomi che sopravvivono alla storia, migliaia sono quelli che nel più completo anonimato la storia la fanno. Ed è intorno a questi uomini che si muove il progetto ideato da Giovanni Guidi: raccontare attraverso la musica queste storie di straordinaria libertà, lo spirito di ribellione e giustizia che attraversa e muove i popoli.
Si passa dalla liberazione d’Italia, alla Primavera di Praga, attraverso i desaparecidos argentini, la legge Basaglia – che sancì la fine della segregazione per migliaia di malati psichici – le lotte anticolonialiste in Sudafrica ed Algeria, la rivolta di Piazza Tiananmen (da qui la denominazione " The Unknown Rebel ", dalla foto di quel ribelle sconosciuto in camicia bianca,davanti ai carri armati,entrato nell’immaginario collettivo attraverso una delle immagini più potenti della storia moderna) e la guerra civile spagnola del ’39. Arrivando al G8 e all’onda studentesca che in questo periodo sta invadendo le piazze delle nostre città: ribelli sconosciuti del futuro. Musica che diventa un gioco dell’oca della resistenza e della liberazione, raccontato metaforicamente attraverso coloro che ne hanno fatto parte e che non conosceremo mai. Ma nulla a che vedere con nostalgiche visioni nella musica della Unknown Rebel Band. Perché la libertà non ha nulla di nostalgico, il senso della libertà ha bisogno di essere nutrito oggi come ieri. In un periodo di revisionismo, in cui la storia si stropiccia, si accartoccia, si cancella e si riscrive, ricordare è una necessità.
Gianluca Petrella oggi è un leader affermato e valoroso, persino la critica statunitense se ne è accorta, premiandolo e inneggiandolo ad ogni occasione. Così ha presentato un progetto ideato ultimamente e pensato già per il futuro immediato con un ulteriore sviluppo, affiancando alla musica letture di brani originali ispirati e dedicati a Sun Ra – concepito per un’orchestra di undici elementi. “Desidero trovare costantemente nuovi stimoli, così ero molto stimolato ad occuparmi di un organico variopinto, con quattro fiati, i sintetizzatori, la chitarra elettrica, il pianoforte e la ritmica tradizionale affiancata alle percussioni”. L’incitamento più grande infatti è stato circondarsi di musicisti giovani, molti di loro poco conosciuti. “Non vorrei essere il promotore dei giovani, anche se è importante far conoscere nuovi volti. Sono tutti musicisti sotto i trent’anni, pescati nell’area bolognese, persone che suonano bene, stanno crescendo, sono volenterosi e adatti a quello che ho in mente”.
BIGLIETTO UNICO 2 EURO
PALERMO – La prestigiosa Orchestra Jazz Siciliana, prima e unica orchestra permanente di jazz a partecipazione pubblica in Italia, sarà in scena con un doppio concerto al Ridotto dello Spasimo alle 21.30 di venerdì 18 e sabato 19 dicembre. Per l’occasione l’Orchestra, uno dei fiori all’occhiello della Fondazione “The Brass Group”, vedrà Vito Giordano, trombettista e compositore, nelle vesti di direttore e solista.
Lo storico ensemble, fondato dal Maestro Ignazio Garsia all'inizio degli anni Settanta, sarà impegnato in entrambi i concerti per la sezione “Guest” del cartellone della stagione concertistica del Brass. Il brillante programma delle due serate sarà dedicato a nuove composizioni originali ed a standard rivisitati, con nuove orchestrazioni e tratti, dal vasto archivio storico dell’orchestra, tra i quali A Night In Tunisia, I Remember Clifford, Solitude, Stolen Moments.
L'Orchestra Jazz Siciliana ha svolto un’intensa e continuativa attività concertistica sotto la guida di alcuni dei più prestigiosi direttori d’orchestra dei mondo. Nel 1990 l’O.J.S. è stata il cardine della «Rassegna Internazionale della Soul Music» di Palermo e nel 1991 ha eseguito, in prima europea, «Epitaph» di Charles Mingus, sotto la direzione di Gunther Schuller. Mentre, per l’esecuzione di pagine del repertorio contemporaneo, l’O.J.S ha partecipato nel ‘94 alla rassegna Suoni del Novecento promossa dall’E. A. Teatro Massimo di Palermo e nello stesso anno, diretto da Clark Terry, l’ensemble ha inaugurato la Stagione Concertistica Estiva con un concerto dedicato a Duke Ellington nel ventennale della scomparsa. Nel febbraio 1996, su invito della Società Italiana per lo Studio della Musica Afroamericana, l’OJS ha inaugurato la rassegna “La Musica Colta Afroamericana”, con la prima esecuzione mondiale dal vivo della trascrizione della suite «Porgy And Bess» di George Gershwin/Gil Evans, nuovamente diretta da Gunther Schuller, solista Paolo Fresu.
L’Organico previsto per i due concerti è il seguente:
Silvio Barbara, Domenico Riina, Faro Riina, Pietro Pedone, trombe
Salvatore Pizzurro, Salvatore Pizzo, Salvatore Nania, Giovanni Miceli, tromboni
Orazio Maugeri, Antonino Oddo, Francesco Marchese, Gaspare Palazzolo, Antonino Pedone, sassofoni
Sergio Munafò, chitarra
Riccardo Randisi, pianoforte
Giuseppe Costa, basso