Friday 10 September 2010
 
 
Patti Smith. I Was in Florence (10 set) PDF Stampa E-mail

Il concerto di Patti Smith del 10 settembre 1979 fu un evento storico non
solo per i 50.000 giovani del pubblico, che vedevano sul palco la futura
icona della cultura alternativa americana, allora potente sacerdotessa
dei miti di un’intera generazione, ma anche per la stessa Patti Smith che
in quell’evento memorabile visse l’apice della sua prima fase artistica,
prima di raccogliersi a vita privata e riemergere dal silenzio molti anni
dopo in nuova e più matura veste di intellettuale contro tendenza.
Portavoce dell’America più colta e sensibile, donna di grande cuore e dai
potenti affetti, Patti Smith in questi anni di creatività eclettica, in cui si è divisa
tra letteratura, cinema, fotografia, arti visive e musica, non ha mai smesso di
ricordare che “Almeno una volta al giorno, tutti i giorni, dal 10 settembre
1979, io ripenso a quel concerto memorabile, forse il migliore, ma
sicuramente il più potente di tutta la mia carriera artistica”.
Un ricordo che l’ha definitivamente legata all’Italia, paese che ama
immensamente e che per primo l’ha accolta a braccia aperte dopo gli anni di
silenzio segnati dalla gioia del matrimonio e della maternità, ma anche dal
lutto per la perdita dell’amatissimo marito e del fratello e dai cambiamenti
radicali che avevano nel frattempo stravolto il mondo musicale e non solo, nel
quale era cresciuta professionalmente e umanamente tra gli anni ’60 e ’70.


Da questo legame profondissimo, in cui si mescolano in egual misura, la gioia
del ritorno, la dolorosa assenza sul palco del marito Fred “Sonic” Smith, la
commozione per la presenza dei due figli musicisti e ormai partner
professionali, nasce l’esigenza di omaggiare esattamente 30 anni dopo
Firenze e il suo pubblico con tre giorni di eventi ad essa dedicati e culminanti
con il concerto in Piazza Santa Croce il 10 settembre 2009.


L’evento dovrà essere un vero e proprio “Diario della Memoria”,
personale e artistico, in cui le esperienze, i ricordi e le speranze dei
cittadini si uniranno a quelle della Smith in un continuo dialogo aperto.
Una festa di due giorni che culminerà il 10 con
• Una lunga passeggiata nei luoghi salienti della città per cantare,
recitare, chiacchierare con la gente, con calma e serenità, come un
menestrello dei tempi antichi nella riscoperta di una Firenze
Comunale e Rinascimentale, raccolta e intima.
• Un’esposizione di ricordi, foto, parole, suoni che da quel lontano
giorno di 30 anni fa riusciranno a pervenire nelle mani degli
organizzatori o direttamente dalla Smith e dai suoi musicisti o
dalle tante persone che vi parteciparono e che ne hanno serbato
ricordo.
• Esposizione delle sue fotografie che racconteranno che cosa è
successo negli ultimi 30 anni, colmando l’assenza e la distanza in
una metaforica narrazione per immagini che riunisca ieri ad oggi.
• Un reading poetico che sarà un omaggio alla cultura italiana e
fiorentina.
• Un incontro con il pubblico fiorentino sui temi del futuro, della
speranza e dell’arte come linguaggio universale
• IL CONCERTO con musicisti storici della vita artistica di Patti
Smith nel quale eseguirà Horses e una carrellata delle sue canzoni
più importanti e significative.
I biglietti per il concerto di Piazza Santa Croce (posto unico) costeranno
12,00 euro più diritti di prevendita. Due euro saranno destinati ad un progetto
di solidarietà che verrà indicato prossimamente.


Saranno disponibili a partire da domani, giovedì 9 luglio, presso tutti i punti
del Circuito Regionale Box Office e presso la rete TicketOne. On line su
www.boxol.it e www.ticketone.it

P A T T I S M I T H
biografia

Patti Smith, la prima di quattro figli, nasce a Chicago nel 1946. Si appassiona sin da adolescente all’arte e
alla causa dei diritti umani. Studia al Glassboro State Teachers College e si trasferisce a New York City nel
1967. Comincia a lavorare con Robert Mapplethorpe, uno studente di arte. Tra i due si crea grande
affiatamento: si incoraggiano a vicenda nell’ambito delle esperienze lavorative individuali e condividono lo
studio della pittura e del disegno. Patti segue anche la poesia.
Nel febbraio del 1971 Patti Smith tiene il primo public reading delle sue opere presso la Chiesa di S. Marco
nel Lower Eastside, accompagnata da Lenny Kaye alla chitarra. All’aprile dello stesso anno risalgono la
composizione e la rappresentazione del lavoro teatrale Cowboy Mouth, realizzato con il commediografo Sam
Shepard. La scrittura e la recitazione di poesie prosegue con buoni risultati: nel 1974 Richard Sohl, al piano,
si aggiunge a Patti e Lenny Kaye. Come trio si esibiscono regolarmente nell’area newyorkese, persino nello
storico locale Max’s Kansas City, con spettacoli inperniati sulle loro condivise radici musicali, oltre che
sull’abilità poetica dell’improvvisazione. Il singolo Hey Joe/Piss Factory (pubblicazione indipendente) è stato
realizzato con la collaborazione di Tom Verlaine.
Insieme ai Television il trio contribuisce all’istituzione di una circoscritta realtà musicale che converge sul
club CBGB di New York City. Dopo aver reclutato il chitarrista Ivan Kral, si esibiscono al CBGB per otto
settimane nella primavera del 1975. A loro si aggiungerà il batterista Jay Dee Daugherty. Patti Smith
descrive il loro genere come basato su “tre accordi uniti dal potere della parola.” Patti Smith firma un
contratto con l’etichetta di Clive, la Arista Records, e registra quattro album: Horses (prodotto da John Cale),
Radio Ethiopia (prodotto da Jack Douglas), Easter (prodotto da Jimmy Iovine), che include l’intramontabile
“Because the Night”, entrata nella Top 20, scritta insieme a Bruce Springsteen, e Wave (prodotto da Todd
Rundgren).
Nell’ottobre del 1979 si ritira dalla scena pubblica e si trasferisce a Detroit. Nel 1980 sposa Fred “Sonic”
Smith dal quale avrà due figli. Nel 1988 registrano Dream of Life (prodotto da Fred “Sonic” Smith e Jimmy
Iovine) che include il classico People Have the Power. L’album sancisce inoltre il definitivo connubio con tre
dei suoi più cari collaboratori, tutti purtroppo destinati a morte prematura; Robert Mapplethorpe, fotografo
per le immagini di copertina; Richard Sohl, che cura gli arrangiamenti alle tastiere; e suo marito che
compone le musiche.
Nell’estate del 1995, con il contributo di amici vecchi e nuovi, Patti Smith pubblica Gone Again, (prodotto da
Malcolm Burn e Lenny Kaye) un’acclamata meditazione sulla transitorietà dell’essere e sulla caducità. Il tour
per la promozione dell’album, che la vedrà come opening act di Bob Dylan, segna tra l’altro il suo atteso
ritorno alle performance dal vivo. Nel 1997 la formazione della sua band è la seguente: Lenny Kaye, Jay Dee
Daugherty, Oliver Ray e Tony Shanahan. Insieme registrano Peace and Noise, che ripropone la
caratteristica alternanza di parlato e cantato, coerentemente con lo stile incantatorio che la contraddistingue.
Riflette inoltre l’armonia e l’impegno di un gruppo di lavoro molto affiatato. Patti Smith e la sua band sono
impegnati in tour oltre che nel sostegno attivo di diverse istituzioni di beneficenza. Tra queste la Neil Young
Bridge School, Jewel Heart e la Tibet House Foundation. Il brano 1959, estrapolato da Peace and Noise
(scritto da Smith e Shanahan) riceve una candidatura ai Grammy nel 1998.
Con Gung Ho (2000), il suo ottavo album per la Arista Records (prodotto da Gil Norton), Patti Smith continua
la fusione della componente tradizionale con il gusto del nuovo. Come aveva fatto per i suoi primi album,
trova ispirazione nei leader spirituali e politici, oltre che negli eventi della storia, senza rinunciare a
raffigurare l’impegno e i sacrifici dell’uomo comune. Da Madre Theresa, che incarnava la carità, al
patriottismo vietnamita di Ho Chi Minh, Gung Ho esplora tutte quelle figure che – come suggerisce lo stesso
slogan – prestano il proprio servizio con spirito sincero e accorato entusiasmo. Glitter in their Eyes da Gung
Ho, scritto da Patti Smith e Oliver Ray, riceve la nomination ai Grammy Awards del 2001.
Patti è l’autrice di Witt, Babel, Wool Gathering, The Coral Sea, Complete, un catalogo di composizioni
poetiche, fotografie, illustrazioni, materiale grafico originale e meditazioni. Un volume di poesie, Auguries of
Innocence, viene pubblicato nel 2005. I disegni di Patti Smith saranno esposti alla Robert Miller Gallery di
New York, al Museum Eki di Kyoto, al Pompidou Center di Paris e al Museum of Modern Art di New York.
Nel 1999 Patti Smith è applaudita al Whitney e al Guggenheim Museum. Nel novembre del 2000 partecipa
all’inaugurazione della mostra William Blake alla Tate Gallery di Londra, si esibisce con Oliver Ray nella
cattedrale di St. James e ancora al Metropolitan Museum of Art di New York, nell’ambito del progetto William
Blake (nel giugno del 2001 e per la mostra Diane Arbus nel 2005). A settembre 2002 risale l’inaugurazione
al Warhol Museum di Pittsburgh di Strange Messenger, un’esposizione di disegni, pannelli che ricreano
immagini raffiguranti ciò che resta del World Trade Center 9.11.01 e foto Polaroid in bianco e nero stampate
con il processo della gelatina ai sali d’argento. Nel 2003 la stessa mostra farà tappa presso il Contemporary
Arts Museum di Houston (Texas), l’Institute of Contemporary Art di Philadelphia (Pennsylvania), il Parco
Museum di Tokyo, la Haus der Kunst di Monaco (Germania), il Palazzo Diamanti di Ferrara ed il Museum
Boijsman di Rotterdam . Le sue opere fotografiche sono state esposte anche a Roma a Palazzo Fontana di
Trevi nel giugno 2005. Nel corso del 2006 la sua singolare rassegna artistica si sposta a Glasgow (Scozia),
Sligo (Irlanda) e sta tutt’oggi continuando il suo viaggio intorno al mondo.
Nel 2003 Patti Smith riceve il Premio alla Poesia della città di Torino ed il Premio Tenco a Sanremo in Italia.
Nel 1975 aveva già ottenuto il riconoscimento francese Grand Pris du Disque (Academie Charles Cros) per la
registrazione di Horses. Patti viene inoltre insignita del prestigioso titolo di Women of Valor al ROCKRGRL
Music Conference il 10 novembre del 2005, esattamente dopo 30 anni dalla pubblicazione di Horses.
Il 10 giugno 2005 il Ministro della Cultura francese le conferisce il titolo onorifico di "Commandeur des Arts
et des Lettres”, l’appellativo più autorevole a cui un artista possa ambire.
Negli ultimi anni Patti Smith ha avuto il privilegio di partecipare ad eventi organizzati da autorevoli fondazioni
letterarie. Tra queste ricordiamo il museo Hermann Hesse di Montagnola, la Virginia Woolf Monk House
nell’East Sussex (Inghilterra) e la Casa-Museo Federico Garcia Lorca di Granada (Spagna).
Oltre ai consueti impegni di registrazione, alle rappresentazioni dal vivo, alla composizione e all’esercizio
dell’arte, Patti è costantemente impegnata in attività di carattere sociale e condivide attivamente l’impegno
di molte organizzazioni per la difesa dei diritti umani. Nell’autunno 2005 pubblica un libro di poesie, Auguries
of Innocence, per le edizioni Ecco Press/Harper-Collins. Oggi sta portando a termine un libro che racconta la
sua crescita artistica e la sua amicizia con Robert Mapplethorpe.
Il 20 ottobre 2002 Patti Smith firma un contratto con la Columbia Records. Nella primavera del 2004 viene
pubblicato Trampin, il suo primo disco con la Columbia. La riedizione celebrativa di Horses, in occasione del
30° anniversario dell’album, intitolata Horses/Horse, viene pubblicata nell’autunno 2005 e viene elogiata
come una delle più toccanti e rappresentative riedizioni nella storia dell’industria discografica. Horses/Horse
include l’album rimasterizzato in digitale e un disco live registrato nell’estate del 2005 alla Royal Festival Hall
nell’ambito del Meltdown Festival di London. I musicisti protagonisti dell’evento live sono Lenny Kaye, Jay
Dee Daugherty, Tony Shanahan, Tom Verlaine e Flea dei Red Hot Chili Peppers.
Il 12 marzo 2007 Patti Smith è stata annoverata tra le celebrità della Rock and Roll Hall of Fame. Nella
primavera del 2007 viene pubblicato nuovo album di cover, dal titolo Twelve, su etichetta Columbia Records,
che include la partecipazione della sua Band attuale: Lenny Kaye, Jay Dee Daugherty, Tony Shanahan e
Jackson Smith. Nel frattempo l’Artista continua a portare avanti i suoi progetti artistici e la sua attività di
compositrice.
Nel gennaio del 2008, il film documentario di Steven Sebring Patti Smith: Dream of Life vice il premio per
“Eccellenza Cinematografica” e Migliore Fotografia al Sundance Film Festival (diretto da Robert Redford) e
continua a ricevere importanti riconoscimenti dai più prestigiosi film festival di tutto il mondo.
Patti Smith: Dream of Life è una retrospettiva sulla storia di Patti Smith, un film-documentario girato in
35mm nato dal lungo sodalizio tra la rocker americana e il regista Steven Sebring. Questo appassionato e
appassionante viaggio attraverso la creatività e la filosofia di questa artista – musicista, poetessa, pittrice,
attivista – è realizzato su un arco di undici anni con un’innovativa tecnica cinematografica che accomuna il
lungometraggio ai tipici road movies. Dream of Life associa il lirismo delle immagini alla capacità di svelare la
parte più intima della vita di Patti Smith: la sua realizzazione attraverso la musica, le sue sconfitte, i suoi
ideali e la lotta per la pace. Il lungometraggio raccoglie brani, parole, interviste, video di concerti assieme a
immagini tratte dalla collezione privata dell’artista americana che la ritraggono in raduni politici, insieme alla
classe operaia cui appartenevano i suoi genitori, o con figli e amici. Questi materiali hanno permesso di
ricostruire un’originale biografia a più dimensioni, un’analisi del percorso di Patti Smith – che è voce narrante
del film – sullo sfondo di un’America cambiata sotto la spinta di diversi movimenti culturali. Le collaborazioni
con William Burroughs, Gregory Corso, Allen Ginsberg, Robert Mapplethorpe, Michael Stipe rendono il suo
lavoro un ponte tra gli esponenti della Beat Generation, gli artisti punk e i rockers alternativi di oggi.
A marzo del 2008, Patti Smith inaugura la sua più ampia mostra presso la Fondazione Cartier di Parigi, "Land
250", retrospettiva delle sue opere dal 1967 al 2007. In mostra polaroid scattate agli oggetti maggiormente
significativi per la vita dei tragici miti della cantante (dalla macchina da scrivere di Arthur Rimbaud, al letto di
Virginia Wolf), ma anche disegni già nella collezione del MoMA e del Centre Pompidou, film diretti in
collaborazione con Jem Cohen, Robert Frank e Robert Mapplethorpe, e un'installazione sonora in cui la voce
vibrante di Patti Smith ci accompagna in quasi mezzo secolo di canzoni. Questo sottofondo musicale articola
un insieme d´installazioni in cui video, film, fotografie e disegni offrono una visione complessa della
creatività dell´artista.
Il 16 maggio del 2008 Patti Smith riceve la laurea ad honorem presso l’Università Rowan del New Jersey che
lei frequentò ai tempi in cui l’ateneo era riconosciuto come Glassboro State College.
Ad oggi l’Artista sta ultimando un libro sul suo incontro con Robert Mapplethorpe ed il loro viaggio assieme
nelle rispettive carriere, e ha di recente allestito una mostra d’arte, VEIL, inaugurata presso la Robert Miller
Gallery lo scorso mese di aprile.
Tra i suoi prossimi progetti, quello di tornare in studio di registrazione per incidere un nuovo album nei
prossimi mesi.


9 settembre 2009 FIRENZE Chiesa di Santa Margherita, Museo del Bargello, Casa di Dante,
Casa Buonarroti, Teatro della Pergola, Basilica di Santo Spirito mattina/pomeriggio Percorso itinerante alla riscoperta
dei tesori della città
9 settembre 2009 FIRENZE Palazzo Vecchio sera reading di testi e poesie
10 settembre 2009 FIRENZE Biblioteca delle Oblate mattina
incontro con il pubblico e
presentazione libro su
Mapplethorpe
10 settembre 2009 FIRENZE piazza S. Croce sera concerto
1 -9/09/2009 FIRENZE Archivio Storico del Comune di Firenze (via Oriuolo) all day long Mostra fotografica sul concerto del
'79 e memorabilia
10 settembre 2009 FIRENZE Foyer del Teatro Verdi all day long Mostra fotografica sul concerto del
'79 e memorabilia


PATTI SMITH "I WAS IN FLORENCE" SETTEMBRE 2009

 
Blue Brass. THREE DRUMS SHOW (29 lug) PDF Stampa E-mail

Due tra i più grandi batteristi viventi, Peter Erskine e Alex Acuna e il giovane talento  palermitano Gianluca Pellerito, protagonisti del Three Drums Show, incontrano la stampa domani durante le prove al Conservatorio di Musica Vincenzo Bellini di Palermo.

Domani, 29 luglio alle ore 12, i protagonisti del Three Drums Show incontreranno la stampa durante le prove in corso al Conservatorio di Musica "Vincenzo Bellini" di Palermo (Sala Scarlatti).   

Palermo, infatti, sarà regina del Jazz internazionale per una notte grazie alla prima mondiale “Three Drums Show”, in  programma il 31 luglio al Teatro di Verdura di Palermo.

L’evento, promosso dalla Regione Siciliana, è organizzato e prodotto dalla Fondazione The Brass Group con la Fondazione Teatro Massimo ed il Comune di Palermo. Sul palco, per la prima volta insieme, due tra i più grandi batteristi viventi al mondo, Peter Erskine e Alex Acuña, e il giovanissimo batterista siciliano, ormai di fama internazionale, Gianluca Pellerito. I tre artisti, per lunghi tratti del concerto, suoneranno contemporaneamente (tre batterie montate sul palco) e saranno accompagnati dalla prestigiosa Orchestra Jazz Siciliana della Fondazione The Brass Group.

 
Ryuichi Sakamoto: Playing the Piano (ott/nov) PDF Stampa E-mail
Il Ritorno del Maestro in Piano Solo
 
20 Ottobre             Reggio Emilia             Teatro Valli
22 Ottobre             Firenze                       venue tbc
25 Ottobre             Catanzaro                   Politeama
26 Ottobre             Palermo             Politeama Garibaldi
28 Ottobre             Roma               Parco della Musica
31 Ottobre             Treviso                 Teatro Comunale
2 Novembre            Torino                     Teatro Regio
4 Novembre            Ferrara                 Teatro Comunale
5 Novembre            Milano               Teatro degli Arcimboldi

E’ ormai da anni che Ryuichi Sakamoto, Maestro indiscusso della sperimentazione artistica novecentesca, affida la propria arte alla intangibilita’ del web e del live, seguendo quello spirito “fluid, invisible, inaudible” che ha pervaso tutto il suo lavoro.
E anche questo attesissimo ritorno al pianoforte solo, che lo vede presentare in tutt’Europa alcuni brani tratti dal nuovo disco “Out of Noise”, sarà affidato alla memoria degli spettatori e a iTunes, dove, dopo ogni esibizione, sarà scaricabile dal pubblico fluido e inafferrabile della rete.
Oltre ai 4 brani originali “Glacier”, “Hibari”, “Compostion0919” e la cover del compositore giapponese Kotringo “To Stanford”, selezionati appunto da Out of Noise, il programma live che presentera’ Sakamoto in questo lungo tour attraverso la penisola comprendera’ il meglio della sua produzione per il cinema e dalle sue composizioni solistiche unitamente a brani classici di Satie, Bach e Mompou.
Ma Sakamoto non è solo uno dei signori del pianismo contemporaneo, è anche e soprattutto un ironico, istrionico e coraggioso sperimentatore, innamorato della tecnologia come strumento d’arte, e quindi, per celebrare il ritorno all’amato pianoforte, ne presenterà sul palco ben due, di cui uno programmato per accompagnarlo in questo inatteso duo pianistico.


RYUICHI SAKAMOTO
Ryuichi Sakamoto, compositore e musicista, vincitore di un Oscar, nel corso della sua carriera ha attraversato molti confini sperimentando con successo vari stili musicali che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.
Mai soddisfatto, Sakamoto continua a spostare in avanti il limite della propria creatività, mescolando generi e tecnologie che gli hanno consentito di trovare nuove ed eccitanti forme di espressione musicale.
Con interessi musicali che vanno dai Beatles a Beethoven, Ryuichi Sakamoto ha cominciato a studiare composizione con il Professor Matsumoto a undici anni nel 1963. Otto anni dopo è entrato all'Università delle Arti dove si è diplomato in composizione e dove ha preso un master in musica elettronica ed etnica. Nel 1977 Sakamoto ha cominciato il suo lavoro di compositore, arrangiatore e session man con i più importanti artisti di musica jazz, rock e classica e ben presto è diventato famoso come produttore, arrangiatore e tastierista.
Nel 1978 Sakamoto ha realizzato il suo primo album solista e ha formato la Yellow Magic Orchestra assieme a Haruomi Hosono e Yukihiro Takahashi. La YMO è stata subito riconosciuta e apprezzata a livello internazionale. Il secondo disco del gruppo ha venduto più di un milione di copie e ha portato i tre ad un tour mondiale che li ha resi famosi come i re del technopop assieme ai Kraftwerk. Con 11 album nei successivi 5 anni la YMO si è creata un seguito che continua ancora ad influenzare i movimenti musicali techno e ambient.
L'interesse di Sakamoto per diversi generi, dal jazz alla bossanova, al classico moderno, al dub, al gamelan, è stato evidente fin dall'inizio nelle sue composizioni per la YMO, nei suoi album solisti e nelle sue colonne sonore per il cinema, iniziate nel 1983 con quella per Furyo. Quello stesso anno Sakamoto ha lasciato la YMO per dedicarsi alla carriera solista e alla world music. Raccontò all'epoca, "Ho una sorta di mappa culturale nella mia testa, dove trovo similitudini tra differenti culture. Per esempio la musica pop giapponese mi ricorda la musica araba, per l'intonazione vocale ed il vibrato, e nella mia mente Bali è vicina a New York. Forse tutti hanno questo tipo di geografia nella testa; io lavoro così." Questo approccio si è evidenziato nelle molte collaborazioni di Sakamoto come quelle con David Bowie, David Byrne, David Sylvian, Iggy Pop, Youssou N'dour, Robbie Robertson e Caetano Veloso o con gli scrittori William Burroughs e William Gibson.

Il lavoro più noto di Sakamoto è probabilmente la colonna sonora del film Merry Christmas, Mr. Lawrence, (in Italia Furyo) che gli ha fatto vincere un Anthony Asquith Award for Film Music dalla British Academy of Film and Television Arts (BAFTA). La colonna sonora del 1987 per L'Ultimo Imperatore di Bernardo Bertolucci gli ha fatto vincere un Oscar, un Grammy ed un golden Globe, oltre che il premio della Los Angeles Film Critics Association e una nomination ai BAFTA. Da allora ha lavorato ancora due volte con Bertolucci, con Oliver Stone (Wild Palms), con Pedro Almodovar (Tacchi a Spillo) e due volte con Brian de Palma (Snake Eyes, Femme Fatale). Il lavoro di Sakamoto come compositore di musiche da film è stato recentemente ricordato da Billboard che ha scritto: "Le sue musiche, composte come accompagnamento per eventi visivi, vivono di vita propria come musica pura ed evocativa. L'Ultimo Imperatore, il Piccolo Buddha, Wuthering Heights e Forbidden Colours (per Merry Christmas, Mr. Lawrence) sono alcuni dei temi più noti di Sakamoto e ognuno comprova che lui è uno dei migliori creatori di melodie dei nostri tempi. E queste composizioni, assieme all'epica 'El Mar Mediterrani' (scritta per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Barcellona del 1992) e alla meno conosciuta 'Replica' (che ha dato vita a Musical Enciclopedia, uno dei dischi più importanti di Sakamoto), sono una introduzione ideale all'arte di un compositore che è emblema della multiculturalità che caratterizza la fine del nostro secolo."

Sakamoto è anche un valido attore ed è stato protagonista di Furyo; ha recitato anche ne L'Ultimo Imperatore, nel video 'Rain' di Madonna e nel film di Abel Ferrara New Rose Hotel accanto a Christopher Walken e Willem Dafoe. Sakamoto ha fatto anche da modello per Barney's New York, per lo stilista Antonio Miro e per Gap e, in questa veste, è apparso nelle più prestigiose riviste di moda. Sakamoto ha debuttato come DJ nel 1997 nello show di Stephen Sprouse per la linea primavera '98, show che ha segnato il trionfale ritorno di Stephen Sprouse al mondo della moda. Nel 1999 la prima opera di Sakamoto, Life, ha debuttato con sette serate da tutto esaurito a Tokyo e Osaka. Questo ambizioso progetto vedeva il contributo di più di 100 performer, tra i quali José Carreras, Salif Keita, Bernardo Bertolucci, Salman Rushdie, Pina Bausch, il Dalai Lama e membri del Frankfurt Ballet. Sakamoto ha chiuso il 1999 con la sua prima collaborazione con Robert Wilson in THE DAYS BEFORE: Death, Destruction & Detroit III, e con la pubblicazione del suo primo singolo da n.1 in Giappone, "Energy Flows", una piece al pianoforte solo. Il secondo singolo da n.1 per Sakamoto è venuto nel 2001 con "Zero Landmine", un progetto, realizzato con la collaborazione di altri artisti, per raccogliere fondi da destinare alla rimozione delle mine terrestri in giro per il mondo.
Recentemente Sakamoto si è incontrato con Jaques e Paula Morelenbaum, che spesso hanno collaborato con lui, a casa del compianto Antonio Carlos Jobim (amico della coppia) a Rio per registrare Casa, una collezione di tesori nascosti e di materiale inedito scritto da Jobim. La registrazione, effettuata sotto il nome di Morelenbaum2/Sakamoto, è stata un'esperienza magica per Sakamoto. "L'intera esperienza è stata spirituale, come se lo spirito di Tom fosse entrato in me attraverso le impronte sui tasti del pianoforte", dice. "Durante una delle session a casa sua ad un certo punto un uccello si è messo a cantare nel mezzo di una canzone. Abbiamo tutti pensato che si trattasse di Tom". L'atmosfera magica traspare nelle registrazioni, come si nota dalle parole di Luciana, figlia dell'amico e collaboratore di Jobim Vinicius de Moraes': "Il feeling musicale di Sakamoto è molto vicino a quello di Jobim, che io ho avuto il privilegio di ascoltare spesso suonare a casa di mia nonna quando ero bambina. Quello che più mi è piaciuto di questo cd, a parte la perfezione armonica, il repertorio e l'interpretazione, è stata l'atmosfera familiare che ci riporta a quelle serate a casa Jobim, quando lui parlava d'amore, di musica e di poesia, con in sottofondo le più belle canzoni brasiliane. Come ha detto mio padre in uno dei suoi testi, parlando dei compositori brasiliani, 'siamo una famiglia, un'isola fatta d'amore'. Benvenuto anche a lei maestro Sakamoto."
Nel luglio del 2004 Sakamoto ritorna alle sue radici elettroniche con il 15° album solista CHASM.
Nel 2006, Sakamoto riprende la sua collaborazione con Alva Noto con il quale intraprende due tournée in Europa ed il suo primo tour in Asia presentando “Vrioon”, “Insen” e “Revep”, le produzioni discografiche frutto del loro incontro.
Il 2007 è segnato nuovamente dalla collaborazione con Christian Fennesz, con la pubblicazione del loro primo album “Cendre”, così come l’uscita discografica “Ocean Fire” di Willits + Sakamoto scaturito dalla collaborazione con Christopher Willits.
Il 16 novembre del 2007 debutta utp_, una nuova collaborazione con Carsten Nicolai (alias Alva Noto) commissionato dalla città di Mannheim (Germania) per la celebrazione del 400° anniversario della città. Nel frattempo Sakamoto continua a comporre in ambito cinematografico con la pubblicazione di brani minimalisti per pianoforte per il film Tony Takitani e parti orchestrali per Shining Boy and Little Randy e Silk.
Nel 2007 debutta anche LIFE – fluid, invisible, inaudible… un installazione di Ryuichi Sakamoto e di Shiro Takatani, un raffinato videomaker nipponico. Il lavoro materializza la non-linearità della vita, il suo scorrere continuo e ininterrotto, costituito da eventi casuali, non collegati da un rapporto causa-effetto.
“LIFE – fluid, invisible, inaudible …” si sviluppa in un ambiente costituito da una griglia di acquari acrilici appesi al soffitto di una stanza nella semioscurità. Ogni acquario contiene un sottile strato di liquido ed ha degli amplificatori appesi a due estremità.
Degli ultrasuoni fanno vibrare i pattern fluidi che si frappongono tra lo spettatore e lo schermo. Proiettate attraverso le vasche, le immagini di Takatani, tra cui riprese dell’olocausto, degli scontri razziali nel Sud degli USA e immagini di fame e miseria, assumono una qualità onirica dal momento che sembrano fluttuare nell’aria, o essere avvolte in una nebbia. Dagli amplificatori che accompagnano gli acquari musiche e suoni presi da LIFE, l’opera originale composta da Sakamoto nel 1999, danno il loro inquietante contributo all’effetto generale.
Guidate da un programma a controllo casuale, file sonori e visivi sono richiamati senza logica dal database per creare un’installazione in costante cambiamento. Ogni significato è oscurato dall’uso non lineare di suoni e immagini che potrebbero essere visti e ascoltati per ore senza mai incontrare una combinazione uguale. Come se l’intento fosse di dare omaggio alla casualità della vita che, alla fine, è del tutto priva di senso.

Recentemente Sakamoto si è riunito con la Yellow Magic Orchestra per una performance nel luglio del 2007 in occasione del Al Gore’s Live Earth festival, un concerto che il magazine Rolling Stone ha definito la miglior reunion del festival. Nel giugno del 2008 il gruppo si è nuovamente esibito al Meltdown Festival sotto la direzione artistica dei Massive Attack.

Sakamoto torna nel 2009 con il suo nuovo album di solo piano “Out of Noise” ed il suo solo piano tour, il primo dopo BTTB del 2000. Out Of Noise è un vero e proprio specchio, che riflette fedelmente la personalità misteriosa e affascinante di Ryuichi Sakamoto. Come Diego Cortez suggerisce, Sakamoto domina l’arte “decostruendo il passato e il presente per condurci in un futuro con una libertà più ampia”.

Dopo un tour di sei mesi in Giappone, Sakamoto il prossimo autunno arriverà in Europa con Ryuichi Sakamoto: Playing the Piano dove il Maestro si esibirà sul palco con 2 pianoforti di cui uno preparato elettronicamente che suoneranno contemporaneamente.
Per la prima volta in assoluto, ogni concerto del tour sarà registrato e pubblicato il giorno successivo on-line su iTunes per l’acquisto.
Durante il concerto il Maestro Sakamoto eseguirà i suoi maggiori successi oltre a qualche brano tratto dall’album di inediti “Out of Noise”.
Ad oggi Sakamoto rimane socialmente attivo mantenendo un vivo interesse per l’ambiente ed il pacifismo, in particolare nei progetti LIFE, Zero Landmine che ha raccolto milioni di dollari per la rimozione delle mine, e nell’iniziativa Stop-Rokkasho: il progetto ha lo scopo di sensibilizzare la comunità sui problemi dell’ inquinamento nucleare con particolare riferimento alla centrale di Rokkasho.
Con Sakamoto l'unica cosa costante è il cambiamento. L'ampiezza degli stili musicali che affronta, perfino all'interno di un solo disco, è uno degli elementi fondanti della sua essenza artistica. Il solo fatto di varcare i confini dei generi è per lui motivo di gioia. "Questa visione globale nei confronti delle differenti culture è parte della mia natura. Voglio rompere le barriere tra generi, categorie o culture. Invece di innalzare muri cerco di combinare elementi diversi. E' la cosa che più mi piace fare”.

www.sitesakamoto.com

 
Orchestra Filarmonica diretta da Myung-Whun Chung con Ivo Pogorelich (22 ott) PDF Stampa E-mail

Il programma della serata prevede l’esecuzione dei brani di due autori della grande scuola russa: il Concerto n. 2 in do min. op. 18 per pianoforte e orchestra di Sergej Rachmaninov e la Sinfonia n. 6 in si min. op. 74 “Patetica” di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Il Maestro Myung-Whun Chung tornerà sul podio del teatro milanese a dirigere l’orchestra Filarmonica della Scala con la quale vanta un rapporto privilegiato e che ha guidato in più di 50 concerti, oltre che nelle tournée in Asia nel settembre 2008 e in Spagna, Germania e Turchia quest’autunno.

Sarà inoltre l’occasione di rivedere sul palco il pianista Ivo Pogorelich, che negli ultimi dieci anni ha ridotto notevolmente il numero di esibizioni in pubblico, prediligendo i concerti a scopo benefico. Il debutto di Pogorelich è legato all’aneddoto della sua eliminazione al Concorso internazionale per pianoforte intitolato a Frederick Chopin, tenutosi a Varsavia nel 1980, che provocò l’abbandono della giuria da parte della pianista argentina Martha Argerich, in disaccordo con gli altri membri della commissione. Da allora Pogorelich si è esibito con tutti i maggiori direttori e ha inciso un vasto repertorio per Deutsche Grammophon.

Photo by Marco Brescia

Teatro alla Scala, giovedì 22 ottobre 2009, ore 20 
Concerto straordinario a sostegno della Fondazione Don Gnocchi
Orchestra Filarmonica diretta da Myung-Whun Chung con Ivo Pogorelich (pianoforte)

Milano – Una serata straordinaria per celebrare la beatificazione di Don Carlo Gnocchi. Un evento d’eccezione per ricordare la figura dell’indimenticato “papà dei mutilatini”, figura di spicco dell’Italia del secolo scorso, milanese illustre e illuminato sacerdote ambrosiano che la Chiesa proclamerà beato in piazza Duomo domenica 25 ottobre. Il concerto sarà realizzato a sostegno delle attività della Fondazione, che oggi porta il nome del grande imprenditore della carità, attiva nel nostro Paese e nel mondo accanto a disabili, anziani, malati terminali e persone in stato vegetativo.

La Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus invita i grandi appassionati di musica, l’intera città di Milano e i tantissimi “amis della baracca” di Don Carlo, al Concerto Straordinario dell’orchestra Filarmonica della Scala diretta dal Maestro Myung-Whun Chung, con la partecipazione del pianista Ivo Pogorelich.

L’evento ha ottenuto l’adesione del Presidente della Repubblica, oltre che il Patronato della Regione Lombardia e i Patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Provincia di Milano e del Comune di Milano.

Biglietti da 15 a 200 euro (esclusi diritti di prevendita).                          

Informazioni, prenotazioni e prevendite telefoniche al numero 02 465.467.467.

Possibilità di pagamento anche con carta di credito.

Nato a San Colombano al Lambro nel 1902, Carlo Gnocchi venne ordinato sacerdote nel 1925. Assistente d’oratorio per alcuni anni, fu poi nominato direttore spirituale dell’Istituto Gonzaga dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Allo scoppio della guerra si arruolò come cappellano volontario e partì, prima per il fronte greco-albanese, e poi – con gli alpini della Tridentina – per la campagna di Russia. E fu assistendo gli alpini feriti e morenti durante il dramma della ritirata che che maturò in lui l’idea di realizzare una grande opera di carità, che trovò compimento, a guerra finita, nella Fondazione Pro Juventute. Morì il 28 febbraio 1956. L’ultimo suo gesto profetico fu la donazione delle cornee a due ragazzi non vedenti quando ancora in Italia il trapianto d’organi non era regolato da apposite leggi. 

Istituita oltre mezzo secolo fa per assicurare cura, riabilitazione e integrazione sociale ai mutilatini, vittime della barbarie della guerra, oggi la Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS continua ad occuparsi di ragazzi portatori di handicap, affetti da complesse patologie acquisite e congenite; di pazienti di ogni età che necessitano di interventi riabilitativi neurologici, ortopedici, cardiologici e respiratori; di assistenza ad anziani non autosufficienti, malati oncologici terminali e pazienti in stato vegetativo persistente. Intensa, oltre a quella sanitario-riabilitativa, socio-assistenziale e socio-educativa, è l’attività di ricerca scientifica e di formazione ai più diversi livelli. Riconosciuta Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, la Fondazione Don Gnocchi conta oltre 5400 operatori tra personale dipendente e collaboratori professionali. Le prestazioni sono erogate in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale in 28 Centri, distribuiti in 9 regioni.

[…] In tutta la sua vita, don Gnocchi fu «seminatore di speranza», così lo definì Giovanni Paolo II, tracciando così un luminoso sentiero di amore nel buio del dolore innocente. Fu un prete che in anni assai tormentati seppe con convinzione ed entusiasmo dare fiducia ai giovani e credere fermamente nel valore “santo” del dolore, soprattutto di quello innocente dei bambini. Fu un vero uomo di Dio, totalmente affidato al Signore Gesù, “roveto ardente” della sua vita, del suo ministero e del suo slancio apostolico.

(dalla lettera con la quale il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, ha annunciato la beatificazione di Don Carlo Gnocchi in programma a Milano, in piazza Duomo, il 25 ottobre 2009)

 

 
La Scala e Dudamel per i giovani (19 ott) PDF Stampa E-mail

Un Concerto Straordinario dell’Orchestra Simón Bolívar

a favore dell’Associazione Children in Crisis Italy Onlus

Teatro alla Scala – Lunedì 19 ottobre 2009, ore 20

Milano – Per celebrare i primi 10 anni di attività dell’Associazione Children in Crisis Italy Onlus, lunedì 19 ottobre 2009 presso il Teatro alla Scala di Milano si terrà un Concerto Straordinario, unica data italiana, con la Sinfónica de la Juventud Venezolana Simón Bolívar guidata da Gustavo Dudamel, il più richiesto direttore d’orchestra della nuova generazione.

Per l’occasione il più prestigioso teatro milanese aprirà le porte al giovane pubblico, riservando ai ragazzi  al di sotto dei diciotto anni 100 posti di prestigio in platea al prezzo speciale di 20 euro.

La Sinfónica de la Juventud Venezolana Simón Bolívar riunisce 200 tra i migliori giovani musicisti della nazione ed è l'organo centrale del Sistema Nacional de Orquestas Juveniles e Infantiles de Venezuela fondato nel 1975 dal Maestro José Antonio Abreu, musicista ed ex ministro della cultura che ha creato una rete d'istruzione musicale che coinvolge 250 mila ragazzi, la maggior parte proveniente da famiglie disagiate. Grazie a questo progetto oggi la musica, in Venezuela, rappresenta una via di riscatto esistenziale per i ragazzi dei barrios più degradati e miseri.

28 anni, venezuelano, Gustavo “l’impetuoso” è il fenomeno della musica d’oggi, il risultato più pregiato di questo sistema musicale e di recupero sociale senza confronti nel mondo: da Milano a Dresda, da Londra a Los Angeles, Dudamel musica latino-americana e della Sinfonia n. 4 di Pëtr Il'ič Čajkovskij. mostra sul podio la sua incontenibile passione. Il giovane ed acclamato Maestro venezuelano torna ora ospite del Teatro alla Scala per dirigere la “sua” orchestra di giovanissimi talenti nell’esecuzione di

Al Concerto Straordinario, voluto dalla Presidente di Children in Crisis Italy Barbara Bianchi Bonomi e dal Sindaco di Milano Letizia Moratti, parteciperà la Duchessa di York Sarah Ferguson – Presidente Onorario di Children in Crisis. Un appuntamento unico per la città di Milano, gli amanti della musica e i giovani. Un'occasione irrinunciabile per poter assistere alla magia di un concerto che rappresenta un grande progetto di riscatto sociale attraverso la musica.

Children in Crisis Italy è un’associazione non profit, ONLUS, nata in Italia nel 1999 su iniziativa della Duchessa di York, Sarah Ferguson. L’Associazione è attiva in diversi Paesi per offrire ai bambini più indifesi le opportunità d’istruzione necessarie per migliorare le loro condizioni di vita.

L’istruzione è uno strumento fondamentale per lo sviluppo di un Paese e un’arma essenziale per il  riscatto dalla povertà. Dall’Afghanistan alla Sierra Leone, dalla RD del Congo all’Ecuador, da dieci anni Children in Crisis Italy offre ai bambini nei contesti più disagiati la possibilità di frequentare la scuola e di sviluppare il proprio potenziale per contribuire al futuro proprio e della propria comunità.

Con i fondi raccolti dal Concerto, Children in Crisis supporterà i suoi progetti e promuoverà anche in Italia l’avvio di un programma di integrazione sociale che porti  alla creazione di un’orchestra giovanile nella città di Milano.

 

L’iniziativa gode del Patronato della Regione Lombardia e dei Patrocini del Comune di Milano e del Consolato Venezuelano.

Biglietti da 15 a 300 euro (esclusi diritti di prevendita).

100 posti di platea riservati ai giovani al prezzo speciale di 20 euro        

Informazioni, prenotazioni e prevendite telefoniche
al numero 02 465.467.467, anche con carta di credito.
 
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