Il concerto di Patti Smith del 10 settembre 1979 fu un evento storico non solo per i 50.000 giovani del pubblico, che vedevano sul palco la futura icona della cultura alternativa americana, allora potente sacerdotessa dei miti di un’intera generazione, ma anche per la stessa Patti Smith che in quell’evento memorabile visse l’apice della sua prima fase artistica, prima di raccogliersi a vita privata e riemergere dal silenzio molti anni dopo in nuova e più matura veste di intellettuale contro tendenza. Portavoce dell’America più colta e sensibile, donna di grande cuore e dai potenti affetti, Patti Smith in questi anni di creatività eclettica, in cui si è divisa tra letteratura, cinema, fotografia, arti visive e musica, non ha mai smesso di ricordare che “Almeno una volta al giorno, tutti i giorni, dal 10 settembre 1979, io ripenso a quel concerto memorabile, forse il migliore, ma sicuramente il più potente di tutta la mia carriera artistica”. Un ricordo che l’ha definitivamente legata all’Italia, paese che ama immensamente e che per primo l’ha accolta a braccia aperte dopo gli anni di silenzio segnati dalla gioia del matrimonio e della maternità, ma anche dal lutto per la perdita dell’amatissimo marito e del fratello e dai cambiamenti radicali che avevano nel frattempo stravolto il mondo musicale e non solo, nel quale era cresciuta professionalmente e umanamente tra gli anni ’60 e ’70.
Da questo legame profondissimo, in cui si mescolano in egual misura, la gioia del ritorno, la dolorosa assenza sul palco del marito Fred “Sonic” Smith, la commozione per la presenza dei due figli musicisti e ormai partner professionali, nasce l’esigenza di omaggiare esattamente 30 anni dopo Firenze e il suo pubblico con tre giorni di eventi ad essa dedicati e culminanti con il concerto in Piazza Santa Croce il 10 settembre 2009.
L’evento dovrà essere un vero e proprio “Diario della Memoria”, personale e artistico, in cui le esperienze, i ricordi e le speranze dei cittadini si uniranno a quelle della Smith in un continuo dialogo aperto. Una festa di due giorni che culminerà il 10 con • Una lunga passeggiata nei luoghi salienti della città per cantare, recitare, chiacchierare con la gente, con calma e serenità, come un menestrello dei tempi antichi nella riscoperta di una Firenze Comunale e Rinascimentale, raccolta e intima. • Un’esposizione di ricordi, foto, parole, suoni che da quel lontano giorno di 30 anni fa riusciranno a pervenire nelle mani degli organizzatori o direttamente dalla Smith e dai suoi musicisti o dalle tante persone che vi parteciparono e che ne hanno serbato ricordo. • Esposizione delle sue fotografie che racconteranno che cosa è successo negli ultimi 30 anni, colmando l’assenza e la distanza in una metaforica narrazione per immagini che riunisca ieri ad oggi. • Un reading poetico che sarà un omaggio alla cultura italiana e fiorentina. • Un incontro con il pubblico fiorentino sui temi del futuro, della speranza e dell’arte come linguaggio universale • IL CONCERTO con musicisti storici della vita artistica di Patti Smith nel quale eseguirà Horses e una carrellata delle sue canzoni più importanti e significative. I biglietti per il concerto di Piazza Santa Croce (posto unico) costeranno 12,00 euro più diritti di prevendita. Due euro saranno destinati ad un progetto di solidarietà che verrà indicato prossimamente.
Saranno disponibili a partire da domani, giovedì 9 luglio, presso tutti i punti del Circuito Regionale Box Office e presso la rete TicketOne. On line su www.boxol.it e www.ticketone.it P A T T I S M I T H biografia Patti Smith, la prima di quattro figli, nasce a Chicago nel 1946. Si appassiona sin da adolescente all’arte e alla causa dei diritti umani. Studia al Glassboro State Teachers College e si trasferisce a New York City nel 1967. Comincia a lavorare con Robert Mapplethorpe, uno studente di arte. Tra i due si crea grande affiatamento: si incoraggiano a vicenda nell’ambito delle esperienze lavorative individuali e condividono lo studio della pittura e del disegno. Patti segue anche la poesia. Nel febbraio del 1971 Patti Smith tiene il primo public reading delle sue opere presso la Chiesa di S. Marco nel Lower Eastside, accompagnata da Lenny Kaye alla chitarra. All’aprile dello stesso anno risalgono la composizione e la rappresentazione del lavoro teatrale Cowboy Mouth, realizzato con il commediografo Sam Shepard. La scrittura e la recitazione di poesie prosegue con buoni risultati: nel 1974 Richard Sohl, al piano, si aggiunge a Patti e Lenny Kaye. Come trio si esibiscono regolarmente nell’area newyorkese, persino nello storico locale Max’s Kansas City, con spettacoli inperniati sulle loro condivise radici musicali, oltre che sull’abilità poetica dell’improvvisazione. Il singolo Hey Joe/Piss Factory (pubblicazione indipendente) è stato realizzato con la collaborazione di Tom Verlaine. Insieme ai Television il trio contribuisce all’istituzione di una circoscritta realtà musicale che converge sul club CBGB di New York City. Dopo aver reclutato il chitarrista Ivan Kral, si esibiscono al CBGB per otto settimane nella primavera del 1975. A loro si aggiungerà il batterista Jay Dee Daugherty. Patti Smith descrive il loro genere come basato su “tre accordi uniti dal potere della parola.” Patti Smith firma un contratto con l’etichetta di Clive, la Arista Records, e registra quattro album: Horses (prodotto da John Cale), Radio Ethiopia (prodotto da Jack Douglas), Easter (prodotto da Jimmy Iovine), che include l’intramontabile “Because the Night”, entrata nella Top 20, scritta insieme a Bruce Springsteen, e Wave (prodotto da Todd Rundgren). Nell’ottobre del 1979 si ritira dalla scena pubblica e si trasferisce a Detroit. Nel 1980 sposa Fred “Sonic” Smith dal quale avrà due figli. Nel 1988 registrano Dream of Life (prodotto da Fred “Sonic” Smith e Jimmy Iovine) che include il classico People Have the Power. L’album sancisce inoltre il definitivo connubio con tre dei suoi più cari collaboratori, tutti purtroppo destinati a morte prematura; Robert Mapplethorpe, fotografo per le immagini di copertina; Richard Sohl, che cura gli arrangiamenti alle tastiere; e suo marito che compone le musiche. Nell’estate del 1995, con il contributo di amici vecchi e nuovi, Patti Smith pubblica Gone Again, (prodotto da Malcolm Burn e Lenny Kaye) un’acclamata meditazione sulla transitorietà dell’essere e sulla caducità. Il tour per la promozione dell’album, che la vedrà come opening act di Bob Dylan, segna tra l’altro il suo atteso ritorno alle performance dal vivo. Nel 1997 la formazione della sua band è la seguente: Lenny Kaye, Jay Dee Daugherty, Oliver Ray e Tony Shanahan. Insieme registrano Peace and Noise, che ripropone la caratteristica alternanza di parlato e cantato, coerentemente con lo stile incantatorio che la contraddistingue. Riflette inoltre l’armonia e l’impegno di un gruppo di lavoro molto affiatato. Patti Smith e la sua band sono impegnati in tour oltre che nel sostegno attivo di diverse istituzioni di beneficenza. Tra queste la Neil Young Bridge School, Jewel Heart e la Tibet House Foundation. Il brano 1959, estrapolato da Peace and Noise (scritto da Smith e Shanahan) riceve una candidatura ai Grammy nel 1998. Con Gung Ho (2000), il suo ottavo album per la Arista Records (prodotto da Gil Norton), Patti Smith continua la fusione della componente tradizionale con il gusto del nuovo. Come aveva fatto per i suoi primi album, trova ispirazione nei leader spirituali e politici, oltre che negli eventi della storia, senza rinunciare a raffigurare l’impegno e i sacrifici dell’uomo comune. Da Madre Theresa, che incarnava la carità, al patriottismo vietnamita di Ho Chi Minh, Gung Ho esplora tutte quelle figure che – come suggerisce lo stesso slogan – prestano il proprio servizio con spirito sincero e accorato entusiasmo. Glitter in their Eyes da Gung Ho, scritto da Patti Smith e Oliver Ray, riceve la nomination ai Grammy Awards del 2001. Patti è l’autrice di Witt, Babel, Wool Gathering, The Coral Sea, Complete, un catalogo di composizioni poetiche, fotografie, illustrazioni, materiale grafico originale e meditazioni. Un volume di poesie, Auguries of Innocence, viene pubblicato nel 2005. I disegni di Patti Smith saranno esposti alla Robert Miller Gallery di New York, al Museum Eki di Kyoto, al Pompidou Center di Paris e al Museum of Modern Art di New York. Nel 1999 Patti Smith è applaudita al Whitney e al Guggenheim Museum. Nel novembre del 2000 partecipa all’inaugurazione della mostra William Blake alla Tate Gallery di Londra, si esibisce con Oliver Ray nella cattedrale di St. James e ancora al Metropolitan Museum of Art di New York, nell’ambito del progetto William Blake (nel giugno del 2001 e per la mostra Diane Arbus nel 2005). A settembre 2002 risale l’inaugurazione al Warhol Museum di Pittsburgh di Strange Messenger, un’esposizione di disegni, pannelli che ricreano immagini raffiguranti ciò che resta del World Trade Center 9.11.01 e foto Polaroid in bianco e nero stampate con il processo della gelatina ai sali d’argento. Nel 2003 la stessa mostra farà tappa presso il Contemporary Arts Museum di Houston (Texas), l’Institute of Contemporary Art di Philadelphia (Pennsylvania), il Parco Museum di Tokyo, la Haus der Kunst di Monaco (Germania), il Palazzo Diamanti di Ferrara ed il Museum Boijsman di Rotterdam . Le sue opere fotografiche sono state esposte anche a Roma a Palazzo Fontana di Trevi nel giugno 2005. Nel corso del 2006 la sua singolare rassegna artistica si sposta a Glasgow (Scozia), Sligo (Irlanda) e sta tutt’oggi continuando il suo viaggio intorno al mondo. Nel 2003 Patti Smith riceve il Premio alla Poesia della città di Torino ed il Premio Tenco a Sanremo in Italia. Nel 1975 aveva già ottenuto il riconoscimento francese Grand Pris du Disque (Academie Charles Cros) per la registrazione di Horses. Patti viene inoltre insignita del prestigioso titolo di Women of Valor al ROCKRGRL Music Conference il 10 novembre del 2005, esattamente dopo 30 anni dalla pubblicazione di Horses. Il 10 giugno 2005 il Ministro della Cultura francese le conferisce il titolo onorifico di "Commandeur des Arts et des Lettres”, l’appellativo più autorevole a cui un artista possa ambire. Negli ultimi anni Patti Smith ha avuto il privilegio di partecipare ad eventi organizzati da autorevoli fondazioni letterarie. Tra queste ricordiamo il museo Hermann Hesse di Montagnola, la Virginia Woolf Monk House nell’East Sussex (Inghilterra) e la Casa-Museo Federico Garcia Lorca di Granada (Spagna). Oltre ai consueti impegni di registrazione, alle rappresentazioni dal vivo, alla composizione e all’esercizio dell’arte, Patti è costantemente impegnata in attività di carattere sociale e condivide attivamente l’impegno di molte organizzazioni per la difesa dei diritti umani. Nell’autunno 2005 pubblica un libro di poesie, Auguries of Innocence, per le edizioni Ecco Press/Harper-Collins. Oggi sta portando a termine un libro che racconta la sua crescita artistica e la sua amicizia con Robert Mapplethorpe. Il 20 ottobre 2002 Patti Smith firma un contratto con la Columbia Records. Nella primavera del 2004 viene pubblicato Trampin, il suo primo disco con la Columbia. La riedizione celebrativa di Horses, in occasione del 30° anniversario dell’album, intitolata Horses/Horse, viene pubblicata nell’autunno 2005 e viene elogiata come una delle più toccanti e rappresentative riedizioni nella storia dell’industria discografica. Horses/Horse include l’album rimasterizzato in digitale e un disco live registrato nell’estate del 2005 alla Royal Festival Hall nell’ambito del Meltdown Festival di London. I musicisti protagonisti dell’evento live sono Lenny Kaye, Jay Dee Daugherty, Tony Shanahan, Tom Verlaine e Flea dei Red Hot Chili Peppers. Il 12 marzo 2007 Patti Smith è stata annoverata tra le celebrità della Rock and Roll Hall of Fame. Nella primavera del 2007 viene pubblicato nuovo album di cover, dal titolo Twelve, su etichetta Columbia Records, che include la partecipazione della sua Band attuale: Lenny Kaye, Jay Dee Daugherty, Tony Shanahan e Jackson Smith. Nel frattempo l’Artista continua a portare avanti i suoi progetti artistici e la sua attività di compositrice. Nel gennaio del 2008, il film documentario di Steven Sebring Patti Smith: Dream of Life vice il premio per “Eccellenza Cinematografica” e Migliore Fotografia al Sundance Film Festival (diretto da Robert Redford) e continua a ricevere importanti riconoscimenti dai più prestigiosi film festival di tutto il mondo. Patti Smith: Dream of Life è una retrospettiva sulla storia di Patti Smith, un film-documentario girato in 35mm nato dal lungo sodalizio tra la rocker americana e il regista Steven Sebring. Questo appassionato e appassionante viaggio attraverso la creatività e la filosofia di questa artista – musicista, poetessa, pittrice, attivista – è realizzato su un arco di undici anni con un’innovativa tecnica cinematografica che accomuna il lungometraggio ai tipici road movies. Dream of Life associa il lirismo delle immagini alla capacità di svelare la parte più intima della vita di Patti Smith: la sua realizzazione attraverso la musica, le sue sconfitte, i suoi ideali e la lotta per la pace. Il lungometraggio raccoglie brani, parole, interviste, video di concerti assieme a immagini tratte dalla collezione privata dell’artista americana che la ritraggono in raduni politici, insieme alla classe operaia cui appartenevano i suoi genitori, o con figli e amici. Questi materiali hanno permesso di ricostruire un’originale biografia a più dimensioni, un’analisi del percorso di Patti Smith – che è voce narrante del film – sullo sfondo di un’America cambiata sotto la spinta di diversi movimenti culturali. Le collaborazioni con William Burroughs, Gregory Corso, Allen Ginsberg, Robert Mapplethorpe, Michael Stipe rendono il suo lavoro un ponte tra gli esponenti della Beat Generation, gli artisti punk e i rockers alternativi di oggi. A marzo del 2008, Patti Smith inaugura la sua più ampia mostra presso la Fondazione Cartier di Parigi, "Land 250", retrospettiva delle sue opere dal 1967 al 2007. In mostra polaroid scattate agli oggetti maggiormente significativi per la vita dei tragici miti della cantante (dalla macchina da scrivere di Arthur Rimbaud, al letto di Virginia Wolf), ma anche disegni già nella collezione del MoMA e del Centre Pompidou, film diretti in collaborazione con Jem Cohen, Robert Frank e Robert Mapplethorpe, e un'installazione sonora in cui la voce vibrante di Patti Smith ci accompagna in quasi mezzo secolo di canzoni. Questo sottofondo musicale articola un insieme d´installazioni in cui video, film, fotografie e disegni offrono una visione complessa della creatività dell´artista. Il 16 maggio del 2008 Patti Smith riceve la laurea ad honorem presso l’Università Rowan del New Jersey che lei frequentò ai tempi in cui l’ateneo era riconosciuto come Glassboro State College. Ad oggi l’Artista sta ultimando un libro sul suo incontro con Robert Mapplethorpe ed il loro viaggio assieme nelle rispettive carriere, e ha di recente allestito una mostra d’arte, VEIL, inaugurata presso la Robert Miller Gallery lo scorso mese di aprile. Tra i suoi prossimi progetti, quello di tornare in studio di registrazione per incidere un nuovo album nei prossimi mesi.
9 settembre 2009 FIRENZE Chiesa di Santa Margherita, Museo del Bargello, Casa di Dante, Casa Buonarroti, Teatro della Pergola, Basilica di Santo Spirito mattina/pomeriggio Percorso itinerante alla riscoperta dei tesori della città 9 settembre 2009 FIRENZE Palazzo Vecchio sera reading di testi e poesie 10 settembre 2009 FIRENZE Biblioteca delle Oblate mattina incontro con il pubblico e presentazione libro su Mapplethorpe 10 settembre 2009 FIRENZE piazza S. Croce sera concerto 1 -9/09/2009 FIRENZE Archivio Storico del Comune di Firenze (via Oriuolo) all day long Mostra fotografica sul concerto del '79 e memorabilia 10 settembre 2009 FIRENZE Foyer del Teatro Verdi all day long Mostra fotografica sul concerto del '79 e memorabilia
PATTI SMITH "I WAS IN FLORENCE" SETTEMBRE 2009
Due tra i più grandi batteristi viventi, Peter Erskine e Alex Acuna e il giovane talento palermitano Gianluca Pellerito, protagonisti del Three Drums Show, incontrano la stampa domani durante le prove al Conservatorio di Musica Vincenzo Bellini di Palermo.
Domani, 29 luglio alle ore 12, i protagonisti del Three Drums Show incontreranno la stampa durante le prove in corso al Conservatorio di Musica "Vincenzo Bellini" di Palermo (Sala Scarlatti).
Palermo, infatti, sarà regina del Jazz internazionale per una notte grazie alla prima mondiale “Three Drums Show”, in programma il 31 luglio al Teatro di Verdura di Palermo.
L’evento, promosso dalla Regione Siciliana, è organizzato e prodotto dalla Fondazione The Brass Group con la Fondazione Teatro Massimo ed il Comune di Palermo. Sul palco, per la prima volta insieme, due tra i più grandi batteristi viventi al mondo, Peter Erskine e Alex Acuña, e il giovanissimo batterista siciliano, ormai di fama internazionale, Gianluca Pellerito. I tre artisti, per lunghi tratti del concerto, suoneranno contemporaneamente (tre batterie montate sul palco) e saranno accompagnati dalla prestigiosa Orchestra Jazz Siciliana della Fondazione The Brass Group.
Il programma della serata prevede l’esecuzione dei brani di due autori della grande scuola russa: il Concerto n. 2 in do min. op. 18 per pianoforte e orchestra di Sergej Rachmaninov e la Sinfonia n. 6 in si min. op. 74 “Patetica” di Pëtr Il’ič Čajkovskij.
Il Maestro Myung-Whun Chung tornerà sul podio del teatro milanese a dirigere l’orchestra Filarmonica della Scala con la quale vanta un rapporto privilegiato e che ha guidato in più di 50 concerti, oltre che nelle tournée in Asia nel settembre 2008 e in Spagna, Germania e Turchia quest’autunno.
Sarà inoltre l’occasione di rivedere sul palco il pianista Ivo Pogorelich, che negli ultimi dieci anni ha ridotto notevolmente il numero di esibizioni in pubblico, prediligendo i concerti a scopo benefico. Il debutto di Pogorelich è legato all’aneddoto della sua eliminazione al Concorso internazionale per pianoforte intitolato a Frederick Chopin, tenutosi a Varsavia nel 1980, che provocò l’abbandono della giuria da parte della pianista argentina Martha Argerich, in disaccordo con gli altri membri della commissione. Da allora Pogorelich si è esibito con tutti i maggiori direttori e ha inciso un vasto repertorio per Deutsche Grammophon. Photo by Marco Brescia
Teatro alla Scala, giovedì 22 ottobre 2009, ore 20 Concerto straordinario a sostegno della Fondazione Don Gnocchi Orchestra Filarmonica diretta da Myung-Whun Chung con Ivo Pogorelich (pianoforte)
Milano – Una serata straordinaria per celebrare la beatificazione di Don Carlo Gnocchi. Un evento d’eccezione per ricordare la figura dell’indimenticato “papà dei mutilatini”, figura di spicco dell’Italia del secolo scorso, milanese illustre e illuminato sacerdote ambrosiano che la Chiesa proclamerà beato in piazza Duomo domenica 25 ottobre. Il concerto sarà realizzato a sostegno delle attività della Fondazione, che oggi porta il nome del grande imprenditore della carità, attiva nel nostro Paese e nel mondo accanto a disabili, anziani, malati terminali e persone in stato vegetativo.
La Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus invita i grandi appassionati di musica, l’intera città di Milano e i tantissimi “amis della baracca” di Don Carlo, al Concerto Straordinario dell’orchestra Filarmonica della Scala diretta dal Maestro Myung-Whun Chung, con la partecipazione del pianista Ivo Pogorelich.
L’evento ha ottenuto l’adesione del Presidente della Repubblica, oltre che il Patronato della Regione Lombardia e i Patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Provincia di Milano e del Comune di Milano.
Biglietti da 15 a 200 euro (esclusi diritti di prevendita).
Informazioni, prenotazioni e prevendite telefoniche al numero 02 465.467.467.
Possibilità di pagamento anche con carta di credito.
Nato a San Colombano al Lambro nel 1902, Carlo Gnocchi venne ordinato sacerdote nel 1925. Assistente d’oratorio per alcuni anni, fu poi nominato direttore spirituale dell’Istituto Gonzaga dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Allo scoppio della guerra si arruolò come cappellano volontario e partì, prima per il fronte greco-albanese, e poi – con gli alpini della Tridentina – per la campagna di Russia. E fu assistendo gli alpini feriti e morenti durante il dramma della ritirata che che maturò in lui l’idea di realizzare una grande opera di carità, che trovò compimento, a guerra finita, nella Fondazione Pro Juventute. Morì il 28 febbraio 1956. L’ultimo suo gesto profetico fu la donazione delle cornee a due ragazzi non vedenti quando ancora in Italia il trapianto d’organi non era regolato da apposite leggi.
Istituita oltre mezzo secolo fa per assicurare cura, riabilitazione e integrazione sociale ai mutilatini, vittime della barbarie della guerra, oggi la Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS continua ad occuparsi di ragazzi portatori di handicap, affetti da complesse patologie acquisite e congenite; di pazienti di ogni età che necessitano di interventi riabilitativi neurologici, ortopedici, cardiologici e respiratori; di assistenza ad anziani non autosufficienti, malati oncologici terminali e pazienti in stato vegetativo persistente. Intensa, oltre a quella sanitario-riabilitativa, socio-assistenziale e socio-educativa, è l’attività di ricerca scientifica e di formazione ai più diversi livelli. Riconosciuta Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, la Fondazione Don Gnocchi conta oltre 5400 operatori tra personale dipendente e collaboratori professionali. Le prestazioni sono erogate in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale in 28 Centri, distribuiti in 9 regioni.
[…] In tutta la sua vita, don Gnocchi fu «seminatore di speranza», così lo definì Giovanni Paolo II, tracciando così un luminoso sentiero di amore nel buio del dolore innocente. Fu un prete che in anni assai tormentati seppe con convinzione ed entusiasmo dare fiducia ai giovani e credere fermamente nel valore “santo” del dolore, soprattutto di quello innocente dei bambini. Fu un vero uomo di Dio, totalmente affidato al Signore Gesù, “roveto ardente” della sua vita, del suo ministero e del suo slancio apostolico.
Un Concerto Straordinario dell’Orchestra Simón Bolívar
a favore dell’Associazione Children in Crisis Italy Onlus
Teatro alla Scala – Lunedì 19 ottobre 2009, ore 20
Milano – Per celebrare i primi 10 anni di attività dell’Associazione Children in Crisis Italy Onlus, lunedì 19 ottobre 2009 presso il Teatro alla Scala di Milano si terrà un Concerto Straordinario, unica data italiana, con la Sinfónica de la Juventud Venezolana Simón Bolívar guidata da Gustavo Dudamel, il più richiesto direttore d’orchestra della nuova generazione.
Per l’occasione il più prestigioso teatro milanese aprirà le porte al giovane pubblico, riservando ai ragazzi al di sotto dei diciotto anni 100 posti di prestigio in platea al prezzo speciale di 20 euro.
La Sinfónica de la Juventud Venezolana Simón Bolívar riunisce 200 tra i migliori giovani musicisti della nazione ed è l'organo centrale del Sistema Nacional de Orquestas Juveniles e Infantiles de Venezuela fondato nel 1975 dal Maestro José Antonio Abreu, musicista ed ex ministro della cultura che ha creato una rete d'istruzione musicale che coinvolge 250 mila ragazzi, la maggior parte proveniente da famiglie disagiate. Grazie a questo progetto oggi la musica, in Venezuela, rappresenta una via di riscatto esistenziale per i ragazzi dei barrios più degradati e miseri.
Al Concerto Straordinario, voluto dalla Presidente di Children in Crisis Italy Barbara Bianchi Bonomi e dal Sindaco di Milano Letizia Moratti, parteciperà la Duchessa di York Sarah Ferguson – Presidente Onorario di Children in Crisis. Un appuntamento unico per la città di Milano, gli amanti della musica e i giovani. Un'occasione irrinunciabile per poter assistere alla magia di un concerto che rappresenta un grande progetto di riscatto sociale attraverso la musica.
Children in Crisis Italy è un’associazione non profit, ONLUS, nata in Italia nel 1999 su iniziativa della Duchessa di York, Sarah Ferguson. L’Associazione è attiva in diversi Paesi per offrire ai bambini più indifesi le opportunità d’istruzione necessarie per migliorare le loro condizioni di vita.
L’istruzione è uno strumento fondamentale per lo sviluppo di un Paese e un’arma essenziale per il riscatto dalla povertà. Dall’Afghanistan alla Sierra Leone, dalla RD del Congo all’Ecuador, da dieci anni Children in Crisis Italy offre ai bambini nei contesti più disagiati la possibilità di frequentare la scuola e di sviluppare il proprio potenziale per contribuire al futuro proprio e della propria comunità.
Con i fondi raccolti dal Concerto, Children in Crisis supporterà i suoi progetti e promuoverà anche in Italia l’avvio di un programma di integrazione sociale che porti alla creazione di un’orchestra giovanile nella città di Milano.
L’iniziativa gode del Patronato della Regione Lombardia e dei Patrocini del Comune di Milano e del Consolato Venezuelano.
Biglietti da 15 a 300 euro (esclusi diritti di prevendita).
100 posti di platea riservati ai giovani al prezzo speciale di 20 euro